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L’infrastruttura Cloud di Supercalcolo del Centro Nazionale ICSC riunisce, in un unico ecosistema federato, risorse HPC, Cloud, Big Data e sistemi di Quantum Computing distribuiti sul territorio italiano. Questo ambiente integrato è stato progettato per offrire capacità di elaborazione avanzata a comunità scientifiche, imprese e pubbliche amministrazioni, garantendo accesso uniforme e servizi scalabili attraverso interfacce cloud dedicate.
La rete del Centro comprende sistemi di calcolo eterogenei, Data Center tematici e nodi specializzati, connessi tramite la dorsale GARR‑T, capace di raggiungere multipli del terabit al secondo. L’integrazione delle diverse sedi permette di costruire un continuum di risorse in grado di sostenere simulazioni numeriche, analisi dati ad alta intensità e modelli di AI su larga scala.
Il potenziamento della rete GARR‑T, effettuato in sinergia con il progetto TeRABIT (Terabit Network for Research and Academic Big Data in ITaly), garantisce connessioni rapide e stabili tra tutti i nodi della federazione. Tra i centri potenziati figurano Lecce, Napoli, Frascati e Gran Sasso, oltre ai nodi ospitati nei maggiori poli di ricerca nazionali.

Grazie alle risorse messe a disposizione dal Centro, il supercomputer Leonardo è stata potenziata con l’introduzione di LISA, un’architettura modulare progettata per gestire attività complesse come simulazioni multi‑fisiche, Digital Twin e sistemi basati su IA. Contestualmente, il trasferimento del Tier‑1 INFN al DAMA Tecnopolo di Bologna ha permesso di ampliare capacità di calcolo e archiviazione della rete nazionale, riorganizzando in modo più efficiente i data center che partecipano al sistema federato.
Alla stessa tipologia di interventi appartiene Marco Polo, una nuova risorsa HPC destinata a supportare attività meteorologiche, astrofisiche e scientifiche nazionali.
Tra le risorse finanziate figura inoltre il sistema GAIA HPC Cloud ospitato presso il DAMA Tecnopolo, una piattaforma che unisce l’elasticità del cloud alla potenza del supercalcolo. Progettata come principale ambiente cloud per la ricerca italiana, GAIA supporta flussi di lavoro complessi, applicazioni di Intelligenza Artificiale e gestione di dataset sensibili.
A comporre l’infrastruttura del Centro, anche il Data Center Megaride ospitato nella sede Cineca di Napoli, pensato per attività di cybersicurezza e ricerca attraverso tecniche di machine learning integrate con risorse HPC.
Accanto a queste installazioni, nelle Università di Napoli, Roma La Sapienza, Firenze e Padova, sono inoltre operative quattro piattaforme quantistiche basate su tecnologie diverse – superconduttività, fotoni, atomi neutri e ioni intrappolati –, a cui si vanno ad aggiungere i due computer quantistici del DAMA Tecnopolo di Bologna: un sistema a atomi neutri da 100 qubit (EuroQCS-Italy) e un computer superconduttiva da 54 qubit (IQM Radiance).
L’infrastruttura integra i sistemi per il Quantum Computing con piattaforme HPC installate al Tecnopolo e in alcune università italiane. Tecnologie differenti permettono infatti di sperimentare modelli di calcolo ibrido HPC‑Quantum, utili per applicazioni scientifiche e industriali.
Tutte le risorse confluiscono nel modello federato del Centro, basato su Data Lake tematici e accesso cloud uniforme, pensato per garantire interoperabilità, sicurezza e continuità dei servizi.
Combinando supercalcolo, cloud distribuito e tecnologie quantistiche, il Centro realizza un ambiente interoperabile che permette di utilizzare risorse di calcolo e dati senza vincoli geografici. Questo continuum integrato sostiene ricerca avanzata, sviluppo industriale e servizi digitali complessi, offrendo una piattaforma affidabile per applicazioni di largo impatto nei settori scientifici e produttivi.