PISA – Harnessing HPC: Granarolo’s Bio-Driven RevolutIon for Sustainable Packaging

Tecnologia sviluppata: Workflow di simulazione multiscala per biopolimeri, integrato con modelli atomistici e a grana grossa (coarse‑grained)
Coordinatore: IFAB
Partner: CNR, ENEA, Università di Pisa, Università di Trento, Università di Trieste

I dettagli del progetto

Sintesi del progetto

PISA mira a ridurre l’impatto ambientale degli imballaggi per prodotti lattiero‑caseari, sviluppando alternative a base biologica (bio-based) e riciclabili che possano sostituire le plastiche fossili oggi utilizzate. Il progetto sfrutta tecniche di simulazione multiscala e risorse HPC per comprendere in profondità il comportamento dei nuovi materiali, con l’obiettivo di supportare Granarolo nella realizzazione di packaging sostenibile adatto agli standard di sicurezza alimentare e alle esigenze produttive.

Obiettivi

L’obiettivo principale è identificare soluzioni di packaging basate su materiali rinnovabili, performanti e compatibili con i processi industriali esistenti. Attraverso un flusso di modellazione multiscala, il progetto intende prevedere proprietà meccaniche e degradabilità dei materiali bio-based, accelerando la selezione dei candidati migliori e riducendo tempi e costi di sperimentazione fisica. PISA mira così a promuovere una transizione verso sistemi di imballaggio più circolari e conformi alle normative emergenti.

Problemi e necessità

Gli imballaggi plastici del settore caseario presentano criticità note: scarsa riciclabilità, elevata impronta carbonica e limitata sostenibilità lungo tutto il ciclo di vita. Molti materiali alternativi non soddisfano ancora requisiti fondamentali come la resistenza meccanica, la compatibilità alimentare e l’idoneità ai processi industriali. In questo contesto, è necessario un approccio scientifico che permetta di studiare in modo predittivo la performance dei bio-polimeri e di selezionare le miscele più adatte alle specifiche applicazioni.

Soluzioni sviluppate

Il progetto ha identificato nel PLA (acido polilattico) un materiale particolarmente promettente per imballaggi come quelli della mozzarella. È stato avviato lo sviluppo di una pipeline di simulazione multiscala dedicata, capace di integrare modelli atomistici e a grana grossa (coarse-grained) per analizzare il comportamento meccanico del polimero. Parallelamente, PISA ha avviato la preparazione di strumenti digitali che consentiranno di valutare virtualmente nuovi materiali prima della prototipazione fisica, riducendo tempi, costi e impatto ambientale della fase di sviluppo industriale.

Impatti

I risultati ottenuti potranno contribuire alla riduzione dell’uso di plastiche fossili nel settore dei latticini e caseario, diminuendo rifiuti ed emissioni legate al packaging e fornendo al settore produttivo strumenti decisionali avanzati in grado di migliorare l’efficienza e la capacità di innovare, facilitando una transizione verso modelli industriali più responsabili.  Per i consumatori, ciò implicherà prodotti confezionati in materiali più sostenibili senza rinunciare alla qualità e alla sicurezza alimentare.

Settori di applicazione

Oltre al comparto Lattiero-Caseario, la metodologia sviluppata può essere estesa a molteplici applicazioni nel settore del Packaging alimentare e non alimentare. Industrie che necessitano di materiali performanti e sostenibili, come cosmetica, farmaceutica e beni di consumo, possono adottare il workflow di simulazione per il design di nuovi materiali bio-based. Anche università, centri di ricerca e istituzioni pubbliche possono trarre vantaggio dai modelli generati per supportare politiche e programmi di innovazione nella sostenibilità dei materiali.

Collabora con ICSC

Hai un progetto, una competenza o una visione che può contribuire alla trasformazione digitale del Paese?

Siamo sempre alla ricerca di nuovi partner per ampliare il nostro impatto.

institutional-logos