Abstract
Bologna – Come passare dalle straordinarie potenzialità dell’intelligenza artificiale a impieghi concreti che siano verificabili, sicuri, competitivi e pienamente rispettosi dei diritti fondamentali? La risposta passa da Bologna. Giovedì 30 ottobre il DAMA Tecnopolo ha ospitato l’evento centrale del progetto europeo EUSAiR (EU Regulatory Sandboxes for AI), una giornata di confronto internazionale che ha riunito rappresentanti della Commissione europea, ministeri e autorità competenti di quindici Stati membri, grandi infrastrutture di ricerca, imprese tecnologiche e organizzazioni della società civile.
Al centro dell’incontro, i risultati e le esperienze concrete maturate in sandbox regolatorie per l’intelligenza artificiale: ambienti di sperimentazione controllata previsti dall’AI Act europeo, pensati per far dialogare direttamente chi sviluppa tecnologia e chi è chiamato a regolarla.
Il consorzio EUSAiR: una rete europea tra ricerca, supercalcolo e regolazione
Coordinato a livello europeo da Antonino Rotolo – responsabile in ICSC del gruppo di ricerca su etica, impatti sociali e innovazione responsabile, professore dell’Alma Mater e direttore dell’Alma Mater Research Institute for Human-Centered Artificial Intelligence – EUSAiR si fonda su un consorzio multidisciplinare che unisce eccellenze accademiche, tecnologiche, giuridiche e istituzionali.
Il cuore operativo del progetto poggia sull’asse tra tre grandi poli europei dell’innovazione e del calcolo ad alte prestazioni – Bologna, Barcellona ed Helsinki – mettendo in rete università, centri di supercalcolo e AI Factories (tra cui CINECA con IT4LIA a Bologna, il Barcelona Supercomputing Center e il CSC – LUMI in Finlandia), insieme ad agenzie di regolazione e sicurezza nazionali (come l’italiana ACN, parte del consorzio, e la spagnola AESIA, la tedesca Bundesnetzagentur e l’autorità per la protezione dei dati personali del Lussemburgo che hanno collaborato come osservatori con EUSAiR), Digital Innovation Hubs, infrastrutture di test come le TEF, amministrazioni regionali e rappresentanti della società civile. Un ecosistema progettato per collegare competenza scientifica, capacità computazionale e governo dell’innovazione, i cui risultati saranno portati anche a Bruxelles il prossimo 17 novembre in occasione dell’Apply AI Summit europeo.
Oltre 85 sviluppatori e fornitori di IA alla prova
Le sandbox sviluppate da EUSAiR non sono ‘zone franche’ prive di regole, né rilasciano bollini automatici di conformità. Sono piuttosto laboratori pratici che aiutano soprattutto startup e piccole e medie imprese a orientarsi in un quadro normativo complesso, individuando preventivamente i rischi e definendo percorsi chiari di conformità. Per le imprese, soprattutto nei settori altamente regolamentati, questo significa maggiore certezza del diritto, riduzione dei tempi di ingresso sul mercato e maggiore capacità di attrarre investimenti; per le autorità nazionali, ciò rappresenta un’occasione preziosa di armonizzazione regolatoria a livello europeo.
Durante l’evento odierno sono state presentate le testimonianze dirette di alcuni progetti pilota di EUSAiR, che hanno coinvolto oltre 85 sviluppatori e fornitori di sistemi di intelligenza artificiale in settori strategici come salute, manifattura, costruzioni, robotica, spazio, finanza e settore bancario, industrie culturali e creative, pubblica amministrazione, oltre a soluzioni trasversali per l’IA agentica. Spazio anche per il confronto tra le grandi iniziative europee sull’IA (AI Factories, EDIH, TEF), le autorità nazionali di regolazione e gli ecosistemi regionali e civici, al centro di tre tavole rotonde dedicate.
Il Commento di Antonino Rotolo
“Con EUSAiR”, dichiara Antonino Rotolo, “stiamo dimostrando che in Europa le regole e l’innovazione non sono forze contrapposte, ma possono alimentarsi a vicenda se disponiamo degli strumenti giusti. L’obiettivo è duplice: da un lato offrire a startup e PMI certezza giuridica per trasformare i requisiti dell’AI Act in un vantaggio competitivo, riducendo i tempi di accesso al mercato; dall’altro aiutare i regolatori a comprendere dall’interno l’evoluzione tecnologica. EUSAiR conferma che la strada per un’intelligenza artificiale affidabile e sicura passa dalla condivisione di competenze tra ricerca, università, mondo produttivo e istituzioni”.